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Giò Pomodoro
Vita e opere

La vita

Giò PomodoroGio’ Pomodoro, da poco scomparso, nasce a Orciano di Pesaro il 17 novembre del 1930, passa la sua infanzia in paese con i sui amici che oggi lo ricordano come una persona estrosa e creativa.
Alcuni aneddoti su Giorgio narrano di un gioco che Lui stesso aveva inventato “El Gioc d’ Giorgio”  si chiamava e si svogeva così : - un giocatore a turno metteva una biglia in una scanalatura del pavimento, era quello il bersaglio fisso di tutti gli altri giocatori che ad ogni colpo andato a segno avanzavano il diritto di una biglia, ma la rivincita del giocatore di turno stava nell’opportunità di poter colpire a sua volta dalla postazione iniziale una per una le biglie degli avversari-; ma questo non è il solo racconto.
Un giorno,  racconta un suo amico, “ chiesi a Giorgio 5 lire per andare a comprare delle caramelle, e Lui mi rispose: - aspetta! dovrei averle nella 24° sacoccia (tasca) del  gilet -, che lui stesso aveva confezionato con alcuni ritagli di stoffa” e questa non era una battutta, Giorgio aveva davvero 24 tasche! Ecco come era Gio’, un tipo davvero estroso e di compagnia.

Dopo l’ infanzia passata ad Orciano e gli studi di Geometra presso l’ITG "Genga" di Pesaro, la sua famiglia nel 1952 si trasferisce a Pesaro dove il giovane Giò inizia a cimentarsi con la cesellatura di gioielli preziosi presso un vecchio orafo di Pesaro. 

Negli anni 50, dopo la morte del padre, Giò si trasferì a Milano dove nel 1954 esponeva le sue prime opere nella galleria di Via Montenapoleone e poi nel 1956 partecipava da solo alla Biennale di Venezia.
Da questo debutto artistico seguirono tanti altri successi con un innumerevoli mostre in tutto il mondo.

Le Opere

Dopo alcune mostre tenute a Venezia e Milano insieme al fratello Arnaldo, nel 1959 Il Maestro partecipa alla Biennale dei giovani a Parigi dove vince il premio per la scutura, nel 1963 presenta la sua mostra personale a Bruxelles e nel 1964 a Roma alla galleria Marlborough.
Seguono una serie di mostre personali a New York, Milano e Los Angeles.

Nel 1979 gli viene commissionata la realizzazione, a Francoforte, della piazza Fontana dedicata a Goethe inaugurata poi nel 1983.

Nel 1980 Giò realizza a Ravenna il Ponte dei Martiri alla resistenza e nel 1982 la Spirale per l’aereoporto di Malpensa e espone a Londra alcune sue opere.
La sua instancabile azione creativa prosegue  nel 1986  con Sole -Luna- Albero  per la città di Monza e nel 1993 inaugura l’opera Scala Solare omaggio a Keplero a Tel Aviv.

Ancora nel 1997 inaugura un’ altra scultura, omaggio a un garnde genio, dal titolo  Sole per Galileo Galiaie a Firenze, città a cui resta legato per aver frequantato l’ambiente artistico nel periodo del servizio militare.

Negli ultimi anni poi Giò torna a Milano ad esporre le sue opere e riceve, nell’ aprile del 2002, il premio alla carriera  “Lifetime Achevement Award Contemporany Sculpture 2002” dalla International Sculpture Center degli Stati Uniti, un premio  davvero meritato per un artista di grande caratura Morale.
Gio’ Pomodoro, non si dimentica della sua terra natale tanto da pensare ad una piazza : La Piazza “Gio’ Pomodoro” in Orciano di Pesaro.

Al suo Paese

Piazza dedicata a Giò PomodoroAl paese della sua infanzia Gio’ Pomodoro ha voluto lasciare uno dei ricordi più belli:  la piazza che ora prenderà il suo stesso nome, da Lui pensata e progettata sullo stesso luogo dove un tempo sorgeva la sua casa natale; per questo motivo è anche la piazza a Lui più cara, l’opera alla quale si sentiva più legato, il  monumento progettato sotto la sua diretta guida.
Nel 1985 Gio’ Pomodoro scriveva all’allora Sindaco dell’amministrazione Comunale di Orciano una lunga lettera dove descriveva la sua idea progettuale così riassunta negli atti amministrativi :

“ Il  progetto  esecutivo  attualmente  elaborato  sulla  base  del  progetto  preliminare  sopracitato  prevede, come gia' originariamente ideato, il completamento di una piazzetta nello spiazzo utilizzato a parcheggio  fra le Vie Cosimo Betti, Via Don Minzoni e Cesare Battisti comprendendo  anche  il fabbricato ex teatrino per il quale si e' resa indispensabile  la  demolizione della parte superiore in modo da poter  creare  una visione ampia e spaziosa verso Mondavio e verso la vallata Cesanense in generale. Le  dimensioni  generali della piazza formano un rettangolo aureo di ml. 25.00 x 15.00 suddivisi in due blocchi sfalzati fra loro di cm. 75 di cui quello a sud-est posto a quota maggiore. Le  linee  costruttive  rispettano  un  tracciato  ed  una  trama semplice e lineare con rapporti dimensionali adeguati su tutta la rete della nuova piazzetta.
L'accesso  avviene  da  Via  Cosimo Betti tramite una scalinata a pettine  in  quanto  abbiamo  dislivelli  diversi  da superare data la pendenza  della stessa strada, il dislivello fra i due corpi di piazza e'  superato  tramite  una  scala composta da cinque alzate, i muretti esterni  sono  attrezzati per la quasi totalita' con panche sedile per la sosta dellagente.
I   materiali   previsti   per   le   rifiniture   esterne   sono essenzialmente due, il cotto e la pietra.  Per  tutte  le  pavimentazioni  e  le pareti e' stata prevista la realizzazione  in  cotto  con  laterizi di mattoni pieni "tipo a mano"  asciati  a  vista  con stilatura a giunto pieno con finiture di malta  bastarda di calce idraulica a fine lavorazione spazzolata. La trama di orditura dei mattoni costituenti le pavimentazioni e' stata  prevista  sfalzata  ortogonalmente  fra  le  varie specchiature costituenti le varie zone della piazza. I  materiali  litici,  costituiti  da  pietra  bianca  di "Trani" integrati  al  cotto,  nella  costruzione  della  piazzetta riguardano essenzialmente  le  bordature  e  le  fascie di delimitazione inserite nella  pavimentazione  stessa,  i  gradini  oltre  ai  basamenti della   scultura  ed  a  ornamenti  vari,  i  masselli pieni di raccordo negli angoli e le copertine dei muretti e delle panche sono gia' stati messi  in  opera  col precedente intervento. Tutta la pietra sara' lavorata a   taglio  di  sega  con  leggere  smussature negli spigoli, quella della
 pavimentazione  quali  gradini  e  fascie  di bordatura sara` sabbiata nella  parte  da  restare  in vista al fine di renderla antiscivolo ed antisdrucciolevole. La  scultura  del  "Sole  deposto"  da  collocare al centro della Piazza  e  le altre opere quali "La corda" e "l'Orcio" da collocare ai  lati  dell'ingresso-fronte  principale, saranno forniti dallo scultore Gio'  Pomodoro."

Sole deposto-G. PomodoroLo stesso artista ha poi realizzato la scultura del Sole Deposto collocata al centro della piazza, oltre a due opere in bronzo quali la Corda e l’Orcio  poste ai lati dell’ingresso alla piazza sul fronte principale.   
Tutto è ormai pronto ad Orciano per inaugurare, domenica 20 giugno 2004,  l’opera tanto cara al Maestro Pomodoro, soltanto Lui non sarà presente all’inaugurazione ma sarà di certo l’ospite d’onore nei cuori di quanti lo hanno conosciuto e amato.                                         

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