L’origine di Orciano è antichissima. Alcuni manoscritti affermano l’esistenza di un piccolo tempio dedicato a Giano risalente all’epoca romana.
Lo storico Sebastiano Macci sostiene che Orciano venne edificato da un gruppo di Cartaginesi erranti, scampati alla sconfitta subita a opera dei Romani nella battaglia sul fiume Metauro, avvenuta nel 207a.C.
Sulla storia di Orciano, non si hanno ricordi prima del VII secolo; da quell’epoca fino al secolo XVI Orciano, come tanti altri comuni del contado di Fano, fu travolto nelle terribili vicende che in quei tempi desolavano le nostre contrade.
Nel 1339 Galeotto Malatesta, della Signoria di Rimini, entrò in possesso delle terre di Orciano e per il mantenimento delle sue truppe, gravò di ingenti tasse sui suoi abitanti che, esasperati, capeggiarono la ribellione di tutto il contado di Fano. Una volta repressa l’ira degli Orcianesi, con il feroce assalto e saccheggio del Castello, Galeotto Malatesta per guadagnarsi la benevolenza della popolazione elargì ad essa doni e onori e per sua cura nel 1348 eresse la Torre che domina il centro storico.
L’altra Signoria che maggiormente caratterizzò la storia di Orciano, fu quella di Giovanni della Rovere, nipote di papa Sisto IV (Francesco Della Rovere). Investito della Signoria sul Vicariato di Mondavio nel 1474, fece costruire la Chiesa di Santa Maria Novella su progetto di Baccio Pontelli e l’arricchì con gli stucchi del Brandani e lo splendido portale che la tradizione vuole attribuito a Raffaello. Con la scomparsa della dinastia Roveresca nel 1631, Orciano assieme alle terre del Ducato di Urbino passarono a far parte dello Stato Pontificio, per poi confluire nel Regno Sabaudo.
Orciano oggi
Orciano si cala in un armonioso scenario di piccoli centri dell’entroterra, offrendo così al visitatore attento la possibilità di riscoprire i segni di un passato trascorso nella semplicità della vita contadina e dei piccoli borghi
Un’antica semplicità che, nonostante il sopraggiungere della vita moderna, si è conservata nelle abitudini paesane, ricche di incontri e chiacchierate nei bar e lungo le strade, all’insegna della cordialità e della simpatia.
Accanto alle testimonianze del passato, Orciano di Pesaro, offre al turista giorni di serenità e riposo a contatto con la natura. Infatti il paese è immerso nel tipico paesaggio marchigiano, fatto di dolci e verdeggianti colline che degradano verso l’azzurro mare Adriatico, ma dalle quali si raggiungono in fretta le località all’interno, fino alle montagne dell’Appennino Umbro-Tosco-Marchigiano.
Riposo, vita all’aperto e divertimento sono possibili a Orciano grazie ad un ampio e attrezzato Centro Sportivo che sorge nella zona Pieve Canneti.
Un’ottima Struttura Alberghiera assicura ai villeggianti un confortevole soggiorno.
Per gli amanti della lettura il Comune dispone di una Biblioteca fornita di oltre 4.750 volumi, a carattere Storico, Letterario, Filosofico, di Narrativa Contemporanea e per Ragazzi. Per i lettori più esigenti, la Biblioteca offre Enciclopedie Tecnico-Scentifiche e raccolte di Riviste Letterarie.
La Biblioteca Comunale è dedicata al Commendatore Quinto Bruno Bacchiocchi che promosse la nobile iniziativa donando più di 3.000 volumi, fu fondata nel 1986 e inaugurata ufficialmente il 9/1/1994.
Il locale è dotato anche di una sala attigua per la lettura e rimane aperta tre giorni la settimana per un totale di 10 ore.
Orcianesi illustri
Salvatore Betti (1792-1882)
Letterato classicista, presidente della Ponteficia Accademia Romana, amico del Perticari, scrisse il saggio "Il Tambroni, ossia dei Classici e dei Romantici" (1826) e le "Memorie istoriche degli uomini illustri di Orciano".
Galvano Galvani
Militare al servizio dei Della Rovere scrisse "Il Castellano. Avvertimenti et ordini che convegono ad un Castellano...".
Cosimo Betti (1727 - 1814)
Autore del poema "La consumazione del secolo" (1793).
Giò Pomodoro (1930)
Scultore e orafo insieme al fratello Arnaldo.
E' una delle massime espressioni della scultura moderna italiana, rinomato in tutto il mondo per le proprie sculture marmoree e bronzee.